CONFERITO IL MINISTERO DELL’ACCOLITATO A FRANCESCO CIRELLA: “Essere Carità”

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CONFERITO IL MINISTERO DELL’ACCOLITATO A FRANCESCO CIRELLA: “Essere Carità”

Ieri sera in cappella maggiore la comunità di seminario si è riunita con gioia attorno al nostro amico seminarista della comunità di quinto anno Francesco Cirella della diocesi di Bari – Bitonto, condividendo con lui una tappa di cammino importante per la sua formazione. Francesco ha ricevuto il ministero dell’accolitato dal suo vescovo monsignor Francesco Cacucci. Nell’omelia il vescovo ha ripreso la vocazione di re Davide, che la liturgia ci sta proponendo in questi giorni, illustrandoci una duplice dimensione. Quella del “quando” e quella del “come”.

“Sentiti anche tu come Davide”

 La vocazione di Davide inizia quando Samuele riceve l’ingiunzione da parte di Dio di ungere Davide. Dopo aver visto tutti i figli di Iesse il Signore sceglie non usando le nostre categorie e i nostri schemi mentali. Il come della chiamata si attua invece in due episodi. Il primo è quando Davide consola Saul con la lira e il secondo episodio, quello che ci ha proposto la liturgia di ieri sera, è quello di Davide che sconfigge Golia. In questi due episodi però c’è un’espressione nei passi biblici che li accomuna: “Il Signore era con Lui”

“Francesco il Signore è con te”

Egli non ci abbandonerà mai specialmente nel momento in cui si è chiamati a testimoniare i suoi doni ricevuti. L’accolitato è un ministero che porta in sé un mistero. Il mistero è quello della carità e non basta solamente l’esercizio della carità. Bisogna un po’ recuperarla tale virtù e dobbiamo ricordarci che non è solo etica ma è anche teologale.

“L’essere Carità”

L’essere Carità deve essere l’obiettivo fondamentale di ogni cristiano e deve essere la dimensione portante del vivere il ministero dell’accolitato che diventa così ministero sacramentale. La sacramentalità della carità passa attraverso gli eventi, i segni di Gesù come l’episodio del buon samaritano. All’inizio gli accoliti erano dediti a portare le candele all’ambone e i sette ceri sull’altare e seguivano il vescovo. Era un servizio prettamente liturgico. Poi un secondo sviluppo li vede impegnati nel ricevere le particole dal Papa e distribuirle nelle varie chiese particolari, agli ammalati ecc. Qui si vede l’unità del servizio all’altare con la carità e ben si comprendono così le parole di papa Benedetto XVI che scrisse in Deus Caritas Est: “Servire il fratello è liturgia”. O meglio come diceva san Giovanni Crisostomo: Dove è il povero lì è l’altare.

 

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