A scuola dello stile di Gesù

A scuola dello stile di Gesù

A scuola dello stile di Gesù

Oggi ha celebrato con noi L’Eucarestia p. Carlo Chiappini sj, padre spirituale del seminario. Padre Carlo ha subito sottolineato come più che concentrarsi sulla trasmissione di un contenuto, è importante piuttosto concentrarsi sullo stile di ciò che si trasmette. Nel brano del vangelo Gesù ci consegna quello che desidera sia lo stile della chiesa nascente. Alcuni sostengono come questo passo si possa attuare solo a gruppi ristretti, magari addetti ai lavori come i missionari ma non deve essere necessariamente così. Non deve nemmeno essere interpretato come un passo circoscritto al tempo vissuto dai discepoli. Lo stile di Gesù ci interroga e ci sottolinea come sia importante che i discepoli si incamminino a due a due. Non c’è protagonismo, c’è l’inviato, chiamato a farsi testimonianza per il suo compagno e sostenerlo nei momenti di difficoltà. Non tutto si può fare da solo. Gesù indica uno stile di un equipaggiamento povero come un semplice bastone e i sandali, che oltre ad indicare una essenzialità di fondo, ci ricorda come l’importante da portare e consegnare agli altri siamo noi stessi. L’importante è tessere relazioni e condividere la propria esperienza. Il bastone e i calzari ci indicano inoltre lo stile di una chiesa che deve essere dinamica, in movimento, attributi che l’attuale pontefice ci ricorda sovente. Quando si bussa ad una casa bisogna anche essere pronti alla possibilità di non essere accolti e lo scuotere i piedi non vuole significare un gesto di giudizio o di vendetta bensì un segno di possibile conversione. Padre Carlo termina la sua omelia sottolineando dunque come in questo brano il Signore voglia invitarci ad adottare uno stile, lo stile del Cristo, piuttosto che lasciarsi in eredità alcune semplici raccomandazioni.

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